Lunedì 14 luglio 2008 alle ore 10.30
Comunità di S. Paolo
Via Ostiense, 152B - Roma

Edoardo Nucci
L’amico di
tutti per generosità e disponibilità, ha riempito il cuore delle persone di
Amore e di speranza.
La Pace e la
gioia del Signore siano compagne nel Regno dell’Infinito.
14
luglio 2008, Saluto a Edoardo Nucci nella sua Comunità base di San Paolo a Roma
Introduzione di Giovanni Franzoni
Preghiera a Gesù
di Maria Antonietta
Gesù, Tu che indichi la via da seguire nel nostro cammino giornaliero di verità e di giustizia, infondi negli animi di tutti noi sentimenti di amore, speranza e gioia di vivere. Custodisci Edoardo che è passato dalla vita terrena alla vita eterna, e in tua compagnia fa che possa riposare in pace.
Con il cuore aperto ti prego, Gesù, di darci la forza e il coraggio di mettere in pratica il tuo insegnamento di Amore verso i deboli, gli emarginati, gli oppressi e gli ultimi della terra, per permettere loro la speranza di liberazione dalla schiavitù.
Aiutaci a non rimanere chiusi nel nostro egoismo, in questi momenti di grande dolore per la perdita di un nostro compagno ed amico.
Stai vicino a tutti noi per superare la nostra fragilità e non permettere che siamo sopraffatti da sentimenti di odio e vendetta verso le persone che fanno del male.
Ti ringrazio per l’affetto dimostrato da amici, compagni e da tutte le persone che ci hanno conosciuto. Ti ringrazio, soprattutto, di avermi data la vita e di avermi consentito di trascorrere con gioia quarantacinque anni (tra fidanzamento e matrimonio) insieme ad Edoardo, mio sposo e compagno di vita.
Anche la figlia Angela si associa alla preghiera.
Fa che tutti noi, con il tuo aiuto, possiamo continuare a camminare insieme a Te, avendo sempre fiducia nell’affrontare le difficoltà quotidiane.
Aiuta tutti noi, sofferenti per la perdita traumatica, ed improvvisa del caro Edoardo, a colmare con l’affetto, l’amicizia e la solidarietà - valori fondanti del vivere quotidiano – il vuoto che proviamo.
Signore, ascolta ed esaudisci la nostra preghiera.
Lettura del profeta Isaia: il digiuno gradito
a Dio
Isaia, 57, 5-7; 9
E’ forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per il letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?
Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Canto dell’Alleluia
Lettura
del Vangelo di Matteo, 25, 31-41
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. Rispondendo, il re dirà loro: “In verità, vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me […] E quello che non avete fatto a qualcuno di questi miei fratelli, non lo avete fatto a me”.
Le nostre testimonianze:
Interventi, riflessioni, preghiere spontanee dei partecipanti
Colletta: un nostro contributo al progetto per il quale si impegnava Edoardo: la fornitura di generatori eolico-solari per un ospedale nella striscia di Gaza in Palestina.
Canto: Spiritual
Dio del cielo se mi vorrai in mezzo agli altri uomini ci cercherai.
Dio
del cielo se mi cercherai nei campi di granturco mi troverai
Rit.: Dio del cielo
se mi vorrai amare, scendi dalle stelle e vienimi a cercare. 2v.
Le
chiavi del cielo non ti voglio rubare ma un attimo di
gioia me lo puoi regalare. 2v.
Rit.: Dio del cielo
se mi vorrai amare, scendi dalle stelle e vienimi a cercare. 2v.
Senza di te non so più dove andare, come una mosca cieca che non sa più volare. 2v.
Rit.: Dio del cielo
se mi vorrai amare, scendi dalle stelle e vienimi a cercare. 2v.
E se ci hai regalato il pianto ed il riso, noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso. 2v.
Rit.: Dio del cielo
se mi vorrai amare, scendi dalle stelle e vienimi a cercare. 2v.
Dio del cielo se mi vorrai in mezzo agli altri uomini ci cercherai.
Dio del cielo io ti aspetterò, nel cielo e sulla terra io ti cercherò.
Preghiera eucaristica
Ti ringraziamo, o Dio, che nel Cristo, tuo Figlio,
hai operato la nostra liberazione.
Egli ha annunciato il regno di giustizia ai poveri e ai calpestati,
ha guarito i ciechi,
ha risanato gli infermi,
ha liberato gli oppressi,
ha riconosciuto dignità alle donne, ultime tra gli ultimi,
ha risuscitato i morti.
Egli non vuole sacrifici né osservanze, ma giustizia, amore e fedeltà: perché solo questo è il senso profondo del sabato.
Egli ci comanda di portare avanti la sua redenzione con le persone malate, emarginate, oppresse come segno storico dell’amore che salva.
Per questo ti preghiamo:
manda su di noi il tuo Spirito,
realizza ora la tua presenza per noi
e per tutti gli oppressi del mondo.
Poiché il Signore Gesù,
nella notte che fu l’ultima della sua vita
ci ha affidato il segno
della liberazione nell’amore
quando, preso del pane nelle sue mani
ti rese grazie e lo spezzò,
poi disse: “Prendete e mangiate,
questo è il mio corpo dato per voi”.
Allo stesso modo prese il calice e disse:
“questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue,
sparso per la liberazione di tutti i popoli.
Fate questo in memoria di me”.
Questo mistero è grande!
Quando noi mangiamo di questo pane
E beviamo a questo calice,
annunciamo la tua liberazione, Signore,
fino al tuo ritorno.
Sotto i nostri occhi regna l’ingiustizia
E ogni giorno cresce la disperazione dei poveri.
Tu che sei il Dio della giustizia vedi tutto questo
E ci chiami a collaborare all’opera del tuo figlio.
Donaci soprattutto di impegnarci
A cambiare le cose nella vita di ogni giorno
A fianco di tutti quelli che lottano
Per la liberazione di se stessi e degli altri.
Per questo ti preghiamo
con la preghiera che ci ha insegnato Gesù:
preghiera del PADRE NOSTRO
Comunione
Messaggio di Gerardo
Lutte
Carissime Maria Antonietta e Angela,
ho appreso la tremenda notizia della scomparsa di Edoardo. Vi sto vicino con molto affetto in questi giorni di dolore. Edoardo era un amico sincero, disponibile, generoso, un idealista che senza accettare alcun compromesso continuava a sperare in una società più giusta e fraterna costruita con la gente esclusa, con i più poveri.
Edoardo continuerà a vivere in voi, soprattutto, e anche in tutte le persone che gli hanno voluto bene, come vive nelle lotte per la giustizia che gli oppressi di tutto il mondo stanno conducendo. Il cuore di Edoardo non aveva frontiere.
Care Maria Antonietta ed Angela, immenso è il vostro dolore; tuttavia dovete essere orgogliose del vostro marito e padre. In modo diverso egli sarà presente nella vostra vita perché la morte cambia la forma di amare, ma non sopprime l’amore. Edoardo, ora, risplendente di bellezza sta in piedi di fronte a Dio e lo guarda negli occhi e il Signore non distoglie lo sguardo.
Vi abbraccio con molto affetto e quando dal Guatemala, dove lavoro con i ragazzi e le ragazze di strada, tra qualche mese tornerò a Roma, ci incontreremo, mi parlerete di lui e lui, in modo misterioso, sarà in mezzo a noi perché credeva in Gesù risorto, vincitore della morte.
Gerardo
Poesia-preghiera di
padre Davide Maria Turoldo
Canta il sogno del mondo
Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta
(nessuno saluta
del condominio,
ma neppure per via).
Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda
solo il bene.
Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
eppure quel poco
- se necessario-
dividi.
E vai,
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta.
Vai di paese in paese
e saluta
saluta tutti
Il nero,
l’olivastro
e perfino il bianco.
Canta il sogno del mondo:
che tutti i paesi
si contendano
di averti generato.