STORIE DA QUATTRO SOLDI

Il nonno racconta ai piccoli, i piccoli raccontano al nonno

Anno 2012

 

Si perde nella notte dei tempi l’uso di raccontare storie ai bambini e alle bambine, e questo non solo per farli addormentare nel loro lettino, ma anche per stimolare la loro fantasia, suggerire principi di bontà e di amore e per metterli in guardia da lupi cattivi.

Oggi, come dimostra la letteratura favolistica moderna, sono cambiate alcune rappresentazioni convenzionali del bene e del male – si pensi per esempio alla figura del gigante buono e alla bella e la bestia – e, senza mandare in pensione figure come quelle dell’uomo ragno e di superman, si sono accolte con simpatia e familiarità figure più fragili, come quella di Linus col suo bisogno della coperta protettiva.

Nel Laboratorio di religione di San Paolo abbiamo usato il metodo della narrazione con le bambine e i bambini, per cercare di rendere più comprensibili e familiari i personaggi della Bibbia e le parabole di Gesù di Nazareth.

In alcuni casi abbiamo intrecciato le versioni ebraiche di certe narrazioni bibliche (per esempio la storia di Caino e Abele) con la rappresentazione del pentimento e del perdono che troviamo nei Vangeli.

È un modo anche questo di proseguire la pratica di Gesù di raccontare storie per spiegare a persone semplici, e probabilmente anche a bambini, come si realizza il Regno di Dio.

 

(libro non ancora disponibile on-line - si può ordinare scrivendo per posta elettronica all’indirizzo: segreteriacdbspaolo@linguaggi.eu )

 

 (copertina)