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Il sogno di Vittoria

Ieri durante la Messa di Pasqua, non molto frequentata, ho fatto una comunicazione –che mi piace far arrivare a tutte/i- e ho chiesto alla comunità una speciale preghiera di ringraziamento e di azione di grazie per due fratellini e per i loro genitori.

Mia figlia Maria Vittoria e suo marito Gianfranco hanno infatti ottenuto in affidamento per l’adozione dal Tribunale dei Minori due bambini: Pietro di 3 anni e 3 mesi, e Luisella di quasi 2 anni. Questo primo decreto di affidamento è scattato proprio ieri giorno di Pasqua, e così ieri sono andati a prelevarli nella casa-famiglia dove erano ospitati, per portarli nella propria casa.

Gabriella e il sottoscritto non hanno potuto non ricordare che Maria Vittoria fu battezzata da Giovanni nelle famosa Messa di Pasqua del 1975: famosa per noi, perché dopo dibattiti lancinanti la comunità decise  di respingere le disposizioni canoniche che avevano  colpito Giovanni con la sospensione a divinis, e di riappropriarsi non solo della Parola di Dio, ma anche dei segni sacramentali; famosa per il mondo esterno, grazie all’attenzione spasmodica dei mass-media curiosi di sapere come sarebbe finita la storia della comunità del dissenso, che da quel giorno iniziò invece la sua nuova vita come comunità di base di S. Paolo.

Il martedì uscirono i giornali con la notizia; e il vaticanista de ‘Il Giorno’ scrisse che Giovanni non solo aveva celebrato Messa, ma aveva anche battezzato un bambino, che altri non era che Maria Vittoria.

Maria Vittoria – che agli inizi degli anni ’80 fu accolta da Giovanni nel laboratorio di religione, un’esperienza che considera fondamentale nella sua formazione- mi ha anche incaricato di riferire un sogno, che aveva fatto una settimana prima della telefonata del Tribunale dei Minori che convocava lei e il marito per l’accettazione della proposta e con la quale si voleva sapere se fossero sempre disponibili ad adottare due bambini, possibilmente fratellini, così come avevano chiesto nella domanda presentata da oltre tre anni.

Da quella telefonata si comprese che i bimbi sarebbero stati due fratellini, ma non si seppe di che sesso fossero: potevano essere due maschietti o due femminucce.

Ebbene la settimana prima Maria Vittoria fece un sogno: sognò di venire in comunità accompagnando un ragazzino e una ragazzina, che presentò a Giovanni pregandolo di accoglierli nel suo laboratorio di religione.

Ieri abbiamo pregato affinché, come si è realizzata la prima parte di questo sogno, si realizzi tra quattro-cinque anni anche la seconda parte.

                                                                                         Un caro saluto Fabrizio Truini