“POSSUMUS!”
Lettera aperta alla Chiesa cattolica italiana
Il
martellante interventismo della Conferenza episcopale italiana (Cei), guidata dal card. Camillo Ruini, contro il progetto di legge sui DICO
(i diritti per i conviventi) spinge anche noi ad intervenire, per affermare,
non solo come cittadini, ma anche come cattolici, la nostra ponderata
opposizione alla linea indicata dalla gerarchia cattolica.
Siamo convinti che non spetti a nessuna Chiesa
e religione indicare ai cittadini, e al Parlamento, la giusta interpretazione
della «legge naturale». In tale interpretazione, del resto,
Dopo il Vaticano II molti cattolici,
uomini e donne (e, nel suo piccolo, il movimento delle
Comunità cristiane di base di cui facciamo parte), hanno preso coscienza di
essere parte viva e adulta di una Chiesa che il Concilio ha definito “popolo di
Dio”: in esso, dunque, pur nella varietà dei ministeri, non vi sono né padroni
né servi, e tutti hanno il diritto-dovere di esprimersi pubblicamente su
problemi che incidono nella comunità ecclesiale.
Per questo, mentre condividiamo le
critiche dei “laici” contro la plateale ingerenza dei vescovi negli affari
dello Stato, che è laico, noi, proprio in quanto cattolici, e per ragioni
teologiche,
+
affermiamo il nostro aperto dissenso dalle prese di posizione della Cei che ci sembrano ben lontane dal Vangelo;
+ incoraggiamo
tutti i parlamentari a votare secondo coscienza, alla luce del mandato popolare
ricevuto e nel rispetto della Costituzione, senza piegarsi ai ricatti del card. Ruini appoggiato dal
Vaticano;
+ rispettiamo
tutti coloro che plaudono all’iniziativa della
gerarchia ecclesiastica ma, nel contempo, invitiamo i cattolici in disaccordo
con essa ad esprimere pubblicamente il loro punto di vista.
Non pensiamo che la legge sui DICO sia perfetta; ma la riteniamo onesta, opportuna e,
comunque, non confliggente con l’Evangelo.
Roma, 15 febbraio 2007
La Comunità cristiana di base di san Paolo